QUANDO L’INTESTINO VA IN “LAVANDERIA”

QUANDO L’INTESTINO VA IN “LAVANDERIA”

 

L’idrocolonterapia, diffusa negli USA, Francia e Germania, migliora funzioni

epatiche e renali, si utilizza per malattie dermatologiche e molte altre patologie.

 

Basta un’ora per sgonfiare la pancia, attenuare il mal di testa e l’affaticamento. Solo un’ora e la memoria diviene talmente potente da far impallidire persino quella degli elefanti. Uno slogan,uno scherzo? Assolutamente no.Questi sono solo alcuni dei tanti e comprovati benefici dell’idrocolonterapia, un trattamento made in Usa per la soluzione naturale della stitichezza ribelle, molto diffuso, oltre che negli States, in Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra e introdotto con buon successo da pochi anni anche in Italia.

 

Come fa intuire il suo stesso nome, l’idrocolonterapia consiste nel lavaggio del colon. Semplice, si obietterà associando a quest’idea una pratica di antica e non esattamente piacevole memoria, l’enteroclisma. Niente di più sbagliato. Il lavaggio profondo del colon è, infatti, indolore e non procura quelle sensazioni sconvolgenti che solitamente accompagnano l’uso dei lassativi o di un enteroclisma.

 

“L’idrocolonterapia, a differenza di questi rimedi tradizionali, ha come primo obiettivo proprio quelli di ripristinare stabilmente l’equilibrio nell’intestino e di regolare lo sviluppo della flora batterica eubiotica, non di essere un palliativo che, tra l’altro, crea dipendenza”.

 

Sono invece un’alimentazione povera di fibre e ricca di sostanze nocive (pesticidi, additivi, antiossidanti),gli stati prolungati di stress e l’attività fisica carente, i primi veri responsabili di un progressiva diseducazione dell’intestino. Cattiva funzionalità che spesso determina l’accumulo nel lume intestinale di tossine dal nome tutt’altro che rassicurante - cadaverina, putrescina, fenolo, idrogeno solforico, acido butirrico...tossine che possono venire riassorbite nel circolo sanguigno ed aumentare il carico di lavoro degli altri organi escretori - reni, pelle, fegato, polmoni, linfa -, impregnare muscoli ed articolazioni, pelle e tessuto connettivo e mandare letteralmente in tilt “ il povero sistema immunitario”, costretto a far fronte ad una massa di nemici veramente agguerriti.

 

Ma come si svolge esattamente una seduta di idrocolonterapia?

“Si pratica con apparecchiature di alta tecnologia che, attraverso una canula rettale, regolano l’afflusso in entrata ed in uscita nell’intestino di acqua tiepida e a bassa pressione.

 

Acqua che riesce a raggiungere e depurare tutto l’intestino crasso fino alla valvola ileo-ciecale, dove ristagna materiale fecale su cui un normale clistere o un lassativo non riescono ad intervenire.

 

L’intero trattamento, preceduto da un’accurata visita sullo stato di salute del paziente e accompagnato, durante l’esecuzione , da un piacevole massaggio al ventre, dura circa un’ora. Tempo generalmente sufficiente perchè l’acqua asporti vecchi residui di feci, scorie e parassiti.

 

“Già, perché il parassitismo intestinale è più frequente di quanto non si immagini: almeno una persona su 4 ne é affetta.”

 

Cicli di una, due sedute all’anno sono sufficienti per regolare stabilmente le funzioni intestinali e per godere di benefici davvero notevoli: migliorano, infatti, le funzioni epatiche e renali, si ridimensiona notevolmente un problema assai imbarazzante, l’alitosi, la pelle appare più fresca e luminosa, si curano acne, dermatosi e dermatiti e

soprattutto le forme cellulitiche, cruccio numero uno della popolazione femminile. L’idrocolonterapia facilita anche la riattivazione funzionale del sistema immunitario, contribuisce a ridurre le forme allergiche ed asmatiche ed infine innesca una rivitalizzazione generale dell’organismo, libero finalmente anche da problemi come

affaticamento, perdita di memoria, apatia, mal di testa e sonnolenza postprandiale. “ Non dimentichiamo poi, che questa tecnica può essere di ottimo ausilio per, tutte le indagini diagnostiche del colon, come la sigmoidoscopia e la colonscopia”, rappresenta un’ottima forma di prevenzione per gli stati precancerosi e cancerosi che

non di rado, come testimoniano i risultati di diverse ricerche, sono il frutto di un accumulo di tossine nell’intestino.


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